EPILESSIA E CIBO

CON LA DIETA CHETOGENA -60% DI CRISI

I benefici terapeutici del cibo si estendono al di là delle malattie del metabolismo. Anche per i bambini che soffrono di alcune gravi forme di epilessia, l'alimentazione può risultare un elemento chiave della terapia. È stato infatti dimostrato che una dieta ricca di grassi e povera di carboidrati - la dieta chetogena - può avere effetti benefici, in particolare nei casi in cui la cura con i farmaci anti-epilettici risulti inefficace.

COSA E' LA DIETA CHETOGENA PER L'EPILESSIA


Circa il 25% del totale delle epilessie infantili restano resistenti alle terapie farmacologiche. La dieta chetogena (o chetogenica) – un trattamento medico, calcolato in modo matematico, che deve essere prescritto e gestito sotto stretto controllo di neurologo, pediatra e dietista specializzati – rappresenta una concreta speranza proprio per quei bambini che non rispondono ai farmaci.
La dieta chetogena per l'epilessia è una dieta leggermente ipocalorica (cioè con un apporto calorico leggermente ristretto), composta per la maggior parte di grassi, con un corretto apporto di proteine e un ridottissimo apporto di carboidrati.
Studi scientifici dimostrano che la dieta è efficace, con un miglioramento osservato in circa il 60% dei pazienti; i benefici della dieta sono possono variare dal controllo totale delle crisi, alla loro diminuzione in intensità o durata.
Allo stato delle conoscenze attuali, un periodo di prova  (di solito della durata di tre mesi), è l'unico modo per sapere se la dieta sia efficace contro l'epilessia di un determinato paziente.

LA CHETOSI

Il nostro corpo brucia energia, anche quando stiamo fermi o dormiamo; per compensare l'energia che bruciamo abbiamo bisogno di mangiare, così che il cibo si possa trasformare in nuova energia. Normalmente attraverso il metabolismo, trasformiamo in energia soprattutto i carboidrati, mentre i grassi  sono immagazzinati nel corpo come riserve di energia. Queste riserve di grasso sono sfruttate quando siamo costretti a digiunare; per produrre energia dai grassi, il nostro corpo è costretto ad attivare un metabolismo di emergenza.
La dieta chetogena rende stabile questo metabolismo di emergenza, dando al corpo l'illusione di essere a digiuno (perchè assume pochissimi carboidrati). Quando bruciamo principalmente i grassi come fonte di energia, il nostro corpo produce delle molecole chiamate corpi chetonici o chetoni.
Il particolare stato metabolico indotto dalla dieta è chiamato chetosi, e la dieta chetogena induce il corpo ad essere stabilmente in chetosi.

LA STORIA DELLA DIETA CHETOGENA

L’efficacia della dieta chetogena nel contrastare le crisi epilettiche è stata scoperta già nel 1920; in seguito all’introduzione di nuovi farmaci antiepilettici, la dieta è stata però accantonata. Da allora, nonostante la scoperta di farmaci sempre più mirati e con minori effetti collaterali, la percentuale delle epilessie farmacoresistenti non si è ridotta.
Alla metà degli anni ’90, il Johns Hopkins Hospital di Baltimora, ha reintrodotto la dieta negli Stati Uniti, e poco tempo dopo, il Great Ormond Street Hospital di Londra ha aperto la strada al suo utilizzo in Europa.
Oggi la dieta è un trattamento scientifico prescritto dagli ospedali di tutto il mondo ma, nonostante  la sua evidente efficacia, il suo utilizzo rimane limitato. Forse anche perchè per gli ospedali risulta impegnativo, sia in termini di tempo di lavoro, che di specializzazione del personale.

Leggi qui l'intervista di Aebo a Maddalena Marchio sulla dieta chetogenica.

 
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