Epilessia e patente di guida

Associazione Epilessia Emilia Romagna - Epilessia e patente

Le persone che soffrono di epilessia possono ottenere il rilascio della patente di guida, a patto che vengano soddisfatte determinate condizioni, dietro presentazione, alla Commissione Medica competente, di un modulo che deve essere compilato e sottoscritto da un neurologo di una struttura pubblica.

In base alla normativa vigente (Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27/12/2010, con successivi regolamenti attuativi contenuti nel Decreto Legislativo del 18/4/2011 (GU n . 99 del 30/4/2011) e nella Circolare del Ministero della Salute del 25/7/2011), rispetto al passato, quando per qualsiasi forma di epilessia era richiesta l’assenza di crisi epilettiche da almeno due anni, attualmente è sufficiente un periodo libero da crisi di almeno un anno per poter richiedere o rinnovare la patente A e B.

È importante notare come l’attuale normativa preveda la distinzione fra epilessia (due o più

crisi epilettiche non provocate a distanza di meno di cinque anni una dall’altra) e crisi epilettica provocata (ovvero scatenata da una causa identificabile e potenzialmente evitabile), quest’ultima compatibile con la guida se il fattore provocante non si ripeterà.

Perdi più, fra le varie forme di epilessia si distinguono quelle epilessie caratterizzate da crisi epilettiche esclusivamente in corso di sonno e quelle con crisi epilettiche senza effetto sullo stato di coscienza e sulla capacità di azione (in questi casi la patente di guida può essere rilasciata a seguito di un periodo di osservazione di almeno un anno, in assenza di altri tipi di crisi).

La ricorrenza di crisi dopo la sospensione del trattamento (sospensione che deve essere decisa da un neurologo) in chi è senza crisi da periodi prolungati vieta la guida per soli tre mesi, sempre che il trattamento antiepilettico venga ripreso.

La legge attualmente in vigore prevede inoltre il concetto di guarigione: dopo che sono trascorsi dieci anni senza crisi epilettiche e senza terapia, il soggetto è dichiarato clinicamente guarito dalla malattia e non è più soggetto a restrizioni.

Nel caso di soggetti che invece non hanno crisi da almeno cinque anni, ma assumono ancora farmaci antiepilettici è possibile, a discrezione della Commissione Medica competente, l’ottenimento di un periodo di idoneità alla guida maggiore di quello regolarmente autorizzato (ovvero due anni).

Quanto sopra riportato vale per le patenti di categoria A e di categoria B; le patenti C, D ed E sono soggetti a maggiori restrizioni. È richiesto che il soggetto non abbia crisi e non assuma medicinali antiepilettici da almeno da almeno dieci anni e che l’elettroencefalogramma non presenti alterazioni di tipo epilettico

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