È la mia storia, quella che ho scoperto essere una delle tante.
Quel febbraio di due anni fa, in cui tutto è iniziato, o meglio è uscito allo scoperto, spalancando in seguito, uno scenario inaspettato.
Ma partiamo dall’ inizio.
Durante il liceo, quando la personalità e il carattere cominciano ad emergere, ho compreso essere una ragazza molto emotiva e sensibile, con tanti sogni nel cassetto , ma al contempo, come molti, indecisa sul da fare dopo la conquista della maturità. Ebbene come da copione, mi sono iscritta all’ Università completando il mio percorso universitario, a dire il vero, con parecchie battute d’arresto…ma portando a casa il pezzo di carta…Una vita come tante, fatta di amicizie, vacanze, famiglia, e la ricerca del lavoro. Tasto dolente per tutti quelli della mia generazione e delle successive, dopo aver svolto diverse occupazioni, trovo un lavoro comodo vicino a casa, dove incontro quello che è poi divenuto il mo compagno e dove ogni mattina mi recavo.
Un lavoro abbastanza impegnativo fisicamente, che mi ha portato soddisfazioni ma anche molto stress, le ore erano molte e i clienti molto esigenti . Finché ho cominciato ad avere delle sensazioni mai provate, dei blocchi momentanei, dei buchi neri, restando in piedi senza esserci. I giorni si susseguivano , di tempo ne è trascorso molto , e questi momenti mi inseguivano sempre più di frequente. Finché un pomeriggio in visita da una mia cara amica , sono caduta ed ho avuto una brutta crisi. Da lì fu tutto chiaro,la diagnosi è finalmente certa: Epilessia. Oggi sono qui a raccontare come tutto può cambiare, ma come tutto può rifiorire, ripartendo da noi stessi .
Vi ringrazio per la cortese attenzione,
Cristina Gaggini.
Condividi