Esse si rivelano con un breve e improvviso disturbo delle funzioni nervose. Hanno in genere durata breve (meno di un minuto) e si possono manifestare con sintomi diversi da caso a caso, a seconda della funzione dei neuroni cerebrali coinvolti. Le crisi possono essere rare e comparire a distanza di anni, ma nella maggior parte dei casi si ripetono frequentemente, anche più volte nella giornata. Fra una crisi e l’altra non è di solito presente solitamente alcun disturbo. La manifestazione clinicamente più importante, anche se complessivamente rara, è la sospensione improvvisa e non preavvertita della coscienza con caduta a terra e comparsa di movimenti di tipo convulsivo (tremori e scosse muscolari). Più spesso la perdita di coscienza e preceduta da sensazioni che preannunciano il disturbo (la cosiddetta “aura” epilettica). In altri casi la perdita di coscienza consiste solo in un breve stato di confusione e di perdita del contatto con l’ambiente circostante, e si accompagna ad azioni compiute in modo automatico (masticare, inghiottire, parlare, toccare o spostare gli oggetti), oppure a un arresto della attività motoria. In questi casi di solito il paziente non ricorda quanto avviene nel corso della crisi, e talora non si accorge neppure che la crisi è avvenuta, evento che crea difficoltà nella raccolta della storia clinica.