Il peso di essere

Che ore sono? Che giorno è? Quanti minuti sono passati? Che cosa mi è successo? Chi mi ha vista? Che orrore…chissà GLI ALTRI… GLI ALTRI? E a te stesso non te lo chiedi mai?
Ok Vale, sei stata male, tu.
Come stai tu ora? Non pensare a quello che hanno pensato gli altri, guarda il tuo orticello e prenditi cura di te stesso prima di tutto il resto.
Il peso di essere, il peso di rovinare, di spaventare, di non sentire, non poter parlare, ma soprattutto non vedere. L’enorme fatica di diventare ciechi quando avresti solo bisogno di trasformare i tuoi occhi di una falena in gioco. Si sistemerà tutto? Il peso di guarire, di stare meglio, di tornare in vita e di sopportare gli sguardi maligni del mondo che ci esterna nei momenti in cui dovrebbe salvarci.
Quanto peso, avete ragione…vi capisco, so cosa significa…ah giusto, anche il peso di non sapere quando vorresti essere il maggior colto a tutto tondo del tuo essere. Sapete cosa ci ha dato l’epilessia? Ah beh, innanzitutto il peso di imparare a conoscere 1000 nuovi lati, di provare nuove emozioni e circostanze che il mondo non potrà mai conoscere, siamo speciali, no?
Ci vuole tempo per capire, sì, ma lei ci ha donato l’opportunità di fermarci e coccolare il nostro corpo, diventare sua madre anche solo per una volta.
La pesantezza di essere ciò che siamo.

Valentina Callaci

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