
Lo chiameremo Andrea
Di anonimo
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Valentina Callaci
Sono qui, sono viva o forse è meglio se dico sono resuscitata. Ho attraversato il fuoco sulfureo, il male, il dolore, la sofferenza e mi sono infiltrato nei raggi di una gigantesca e maestosa palla di fuoco, il Sole.
Devo scriverlo sul mio diario, con un pastello bianco sperando che qualcuno venga a colorarlo: “Alla dolce Vale, tu hai un dono: possiedi un Sole”. Cosa? Il Sole non era solo uno? Ebbene sì, questo è ciò che ci hanno sempre insegnato e fatto capire, ma in realtà non è così. Noi, piccole e minuscole creaturine in confronto all’immensità elevata dell’infinito universo abbiamo una grandissimissima sfera vicino al nostro cervello. Mi è stato detto che quando questo Sole emana i suoi raggi avviene un processo soprannominato con un nome buffo: Aisselipe, che al contrario è epilessia; mi piacciono i giochi di parole, invertire tutte le lettere e sentire la nuova, strana pronuncia originale, come noi, speciali di fronte ad una società monotona e ad un mondo che corre modificando il percorso delle lancette dell’orologio. Si, l’Epilessia ha fatto di me la stessa cosa, mi ha cambiato la rotta facendomi perdere l’orientamento e provocandomi così una brutta caduta a terra. La vita però è una sola: si ride come si piange, si sorride come ci si rattrista, si cammina come si corre, si parla come si sta zitti, si vince come si perde e si cade come ci si rialza: come, la conseguenza di una caduta è l’imparare a camminare; una possibilità di ripartire da capo, di rinascere, cancellare il passato per rituffarci nel presente e scriverne il futuro. FALLO E CHISSENE del risultato, questo è ciò che mi ha fatto imparato una carissima persona a cui tengo un mondo (anzi un Sole) e no, non sto parlando di un medico, ma di una semplicissima persona che donerebbe l’amore agli altri ancor prima che a se stessi. Il Sole, sì, ciò che ci fa vivere, come il cervello e il cuore che ci danno e ci tengono stretta la nostra vita e come il Sole di ognuno di noi grandi e piccoli guerrieri Epilessiani, che ci ridanno la vita. Mondo, tu che mi hai riso in faccia, dubita di tutto, ma non dubitare mai del mio coraggio, della mia forza e della mia anima da guerriera.
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