
I pennelli siamo noi
Di Alessandro Vincenzi
Home » Arte nell’epilessia » La ragazza di ghiaccio
No, non toccarmi, sono pericolosa io.
Scappo, corro via, ho paura perché gli altri hanno paura, di me.
Sono malata? Sì, anzi no, il fatto è che non lo so cosa sono io. Come non sai chi seii??!! Tu sei la piccola roccia, la forte Vale, indistruttibile, sana, coraggiosa, valente!! Valente? Io non so più cosa sono, chi sono.
Tu stammi lontano, è meglio se non vuoi essere me. Ci credo che non voglio essere te!!! Tu sei indistinguibile, unica, speciale, irripetibile, come ognuno di noi.
Ma se mi tocchi ti potresti fare male, sai, io sono contagiosa o meglio, gli altri pensano che lo sia, ma tu forse no.
È vero cara ragazza mia, io so che tu non sei malata, hai solo paura di esserlo ma non devi temere, ti aiuterò io.
Tu? Aiutarmi? Epilessia Aisselipe? Cosa vuoi da me, vattene, sparisci, stai male, fai schifo, sei brutta e cattiva, tu sei malvagia, tu mi vuoi rovinare.
E uno…e due…e tre…… STELLA!!!
Uuuuhh, dove sono? No, ancora tu, io non ce la faccio più, piango, mi dispero, mi voglio sotterrare.
Senti ragazzina roccia, io l’ho fatto perché tu hai paura di me, io lo sento quando la provi e allora è proprio lì che intervengo, per farti crescere, diventare più forte e abbandonare questo timore.
No, singhiozzo, divento di cristallo; nessuno mi può toccare, devo tenere le distanze, sono diversa io, sono contagiosa, sto male, faccio solo soffrire gli altri…che senso ha vivere così? Avere freddo, essere di ghiaccio.
Senti amica mia, ah sì cara Vale, ti svelo un segreto:
“Respira più forte che puoi, poi pian piano prova a rialzarti, apri gli occhi, guarda la stella davanti a te, alza il mento e vedi la luce lassù; ti riscaldi, no? Solo così diventerai di fuoco, nessuno ti potrà mai più sciogliere e, una volta che metterai a cuccia la paura, neanch’io potrò più farmi sentire, io, l’epilessia.
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