
Countdown
Di Robiz
Home » Arte nell’epilessia » L’arcobaleno dell’acqua
Non so se sembra normale so solo che è surreale…un giorno, mi trovai a bordo di una piccola barchetta e tutta la mia storia ebbe inizio da lì. Ero in un oceano infuriato come se l’avessero ferito al petto ed infinito come la sofferenza di ciò che addolora nel bel mezzo di una tempesta; a capo vi era un’altissima, famosa ed esperta capitana chiamata Aisselipe che al contrario si dice Epilessia. Strano nome pensavo eh, epilessia, ma suonava anche bene ed era fantastico pronunciare ad alta voce quella combinazione di lettere! Ad un certo punto però divenne un sinonimo di egoista, provocatoria, attaccante, arrogante tanto che, volontariamente, cambiò improvvisamente rotta facendo affogare la nave ricca di disegni color arcobaleno che ricordavano gli acquerelli che si usavano all’infanzia e alle elementari per sfogarsi e risvegliare un semplice foglio bianco. Annegarono in tantissimi, lasciò andare tutti sghignazzando perché al timone rimase solo lei, ed era tutto previsto. Rimase lì tanto a vederci patire e a sorriderci e salutarci dalla punta di salvezza e io cercavo di riaggrapparmi ai mille colori per cercare giusto dj darmi un’ultima speranza. Era notte fonda, non ce la facevo più, era il buio più nitido che io avessi mai incontrato, le forze iniziavano a mancare e decisi di farla finita e di lasciarmi crollare giù giù negli abissi come quando si apre un cuscino e le piume cadono lentamente una attorcigliata all’altra verso il divano. Scesi per diversi metri ma all’improvviso, dopo aver chiuso gli occhi per un po’ cercando di non assaporare il dolore della fine, scorsi una piccola lucina splendente che si proiettava nei miei occhi come uno specchio. Non sapevo cosa fosse ma ero troppo affascinata e la curiosità mi divorava; toccai così il fondo e mi diedi una spinta con i piedi facendo un balzo e in un battibaleno spiccai il volo e ripresi a respirare. Mi guardai attorno e la marinaia non c’era più, la nave era annegata.
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