
HOME » Si torna a scuola: con l’epilessia, insieme e con più consapevolezza
Informazioni e piccoli accorgimenti per affrontare il nuovo anno scolastico con maggiore serenità, sicurezza e partecipazione.
Settembre è il mese dei nuovi inizi. Si torna in classe, si ritrovano i compagni, si conoscono nuovi insegnanti e ricominciano lezioni, sport, attività e progetti.
Per un ragazzo o una ragazza con epilessia e per la sua famiglia, però, l’inizio della scuola può portare con sé anche qualche preoccupazione in più.
I nuovi insegnanti sapranno che cosa fare in caso di crisi? Devo parlare dell’epilessia con la scuola? Potrò partecipare alle gite, allo sport e alle altre attività insieme ai miei compagni?
Sono domande comprensibili. Ma il punto da cui vogliamo partire quest’anno è soprattutto uno:
Avere l’epilessia non significa dover vivere la scuola
con meno opportunità degli altri.
Con le informazioni corrette, una buona organizzazione e il dialogo tra famiglia e scuola è possibile affrontare il nuovo anno con maggiore serenità.
Se tuo figlio o tua figlia ha l’epilessia, all’inizio dell’anno scolastico è utile verificare che le persone che devono essere informate conoscano la situazione e sappiano come comportarsi in caso di necessità.
Se sono cambiati gli insegnanti, è bene non dare per scontato che tutte le informazioni siano state trasmesse.
E se durante l’estate qualcosa è cambiato — per esempio il tipo o la frequenza delle crisi, la terapia o le indicazioni per l’eventuale farmaco di emergenza — è importante aggiornare la scuola.
Non occorre raccontare indiscriminatamente tutta la storia clinica. Servono invece informazioni chiare e utili per permettere allo studente di stare a scuola in sicurezza e partecipare alle attività con la maggiore autonomia possibile.
Per i ragazzi più grandi è importante anche essere coinvolti in questo percorso: crescendo, la propria voce e le proprie preferenze devono avere sempre più spazio nelle decisioni che riguardano la vita scolastica.
Una delle preoccupazioni più frequenti delle famiglie è che insegnanti e personale scolastico non sappiano come comportarsi davanti a una crisi.
Proprio per questo AIE ha ripreso i corsi di formazione gratuiti “A Scuola di Epilessia”, dedicati al personale scolastico.
Durante gli incontri si parla di epilessia, di che cosa fare e non fare durante una crisi, del farmaco di emergenza quando previsto, ma anche di apprendimento, aspetti emotivi, sport e vita scolastica.
L’obiettivo è semplice: aiutare la scuola a conoscere l’epilessia per affrontarla senza paura e con maggiore sicurezza.
Non tutte le scuole sanno che questa possibilità esiste.
All’inizio dell’anno potete quindi parlare dell’iniziativa con gli insegnanti o con il dirigente scolastico e segnalare che AIE mette gratuitamente a disposizione delle scuole un percorso di formazione sull’epilessia.
È un piccolo gesto che può fare una grande differenza, non soltanto per vostro figlio o vostra figlia, ma anche per altri studenti con epilessia che oggi o in futuro frequenteranno quella scuola.
Per informazioni e per richiedere un incontro:
info@associazioneepilessia.it
Questo è un altro messaggio che vogliamo ricordare alle famiglie e, soprattutto, ai ragazzi.
L’epilessia non determina automaticamente difficoltà di apprendimento, disabilità o necessità di sostegno scolastico.
Ogni studente è diverso.
Ci sono ragazzi con epilessia che non hanno bisogno di alcun intervento didattico particolare. Altri possono incontrare difficoltà di attenzione, memoria o apprendimento, avere periodi di maggiore stanchezza oppure vivere con preoccupazione la possibilità di avere una crisi davanti ai compagni.
Quando una difficoltà c’è, va ascoltata e affrontata per quello che è, cercando insieme la risposta più adatta. Ma non bisogna partire dall’idea che la diagnosi di epilessia definisca le capacità o le possibilità di uno studente.
Ai ragazzi vogliamo dire una cosa:
La scuola è il luogo in cui si impara, ma è anche quello in cui si fanno amicizie, si scoprono interessi, si affrontano nuove esperienze e, un passo alla volta, si diventa più autonomi.
L’epilessia è una parte della vostra vita, ma non deve diventare la misura delle vostre possibilità.
Chiedere che chi vi sta accanto sappia cosa fare in caso di necessità non significa essere diversi dagli altri. Significa creare le condizioni per vivere la scuola con maggiore sicurezza e serenità.
E se qualcosa vi mette a disagio — una limitazione che non comprendete, la paura di una crisi davanti ai compagni, una difficoltà nello studio o semplicemente la sensazione di non essere ascoltati — parlatene. Con la vostra famiglia, con un insegnante di cui vi fidate e con le persone che possono aiutarvi.
Famiglie, ragazzi, insegnanti e scuola non devono affrontare tutto questo da soli.
AIE c’è.
Perché una scuola preparata è una scuola più sicura.
E una scuola che conosce l’epilessia può aiutare ogni ragazzo e ogni ragazza a vivere pienamente la propria esperienza scolastica, con le proprie capacità, i propri desideri e il proprio futuro da costruire.
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